Costruiamo un futuro di valore

di Marco Filippeschi – Sindaco di Pisa

I Piuss sono una sfida che vogliamo vincere, sono un nostro voltare pagina, per una città più bella e vivibile e meglio organizzata.

Pisa sta lavorando al suo rilancio e lo fa con un impegno di eccezionale portata e qualità. I progetti finanziati a Pisa con i «Piani Integrati di Sviluppo Sostenibile», nati in questo mandato amministrativo, danno una prospettiva nuova alla città. Non sono soltanto l’insieme d’interventi attesi dal dopoguerra per affrontare il colpevole quanto necessitato abbandono di una parte essenziale dei valori storico-monumentali e ambientali di Pisa.

Rappresentano infatti anche una straordinaria promozione di un modello di crescita della città, delle sue attività economiche e culturali, della sua identità e ci daranno la cucitura, che prima dei Piuss mancava, delle più importanti operazioni di rinnovamento urbano già programmate (trasferimento e recupero delle Caserme e recupero dell’area dell’Ospedale Santa Chiara). Con i Piuss si avrà il recupero quasi completo, ormai, della Cinta Muraria Medievale, riprendendo un’idea, studi, tentativi, di anni ormai lontani, che segnarono profondamente l’affermarsi di un «Progetto di Città» e di una cultura urbanistica e della valorizzazione del patrimonio culturale innovativa, che ha lasciato il segno ed è maturata nel Comune e fra gli attori delle professioni.

Mura, bastioni, nuovi spazi recuperati, libereranno possibilità straordinarie di arricchimento dell’offerta culturale, turistica, di godimento del verde urbano e apriranno nuove possibilità di gestione da parte di operatori privati e di associazioni a fianco del Comune. Lo straordinario intervento che ha per fulcro l’area della Cittadella, con il recupero dell’Arsenale Repubblicano, della Torre Guelfa, del parco urbano, del complesso Vecchi Macelli-Stallette rappresenta uno sforzo di portata eccezionale e quella cucitura che mancava. Accoglienza dei turisti – pensando, in prospettiva, se lo Stato starà ai patti, al terminal turistico dove oggi sorge la Caserma “Bechi Luserna”, lungo la statale Aurelia –; nuovo sistema di mobilità; un percorso davvero eccezionale che dalla Piazza dei Miracoli, passando per l’Orto Botanico, condurrà alla “Cittadella Galileiana”, un moderno “science center” (e incubatori per imprese hi-tech), e poi al Museo delle Antiche Navi Romane e del Mediterraneo, nell’Arsenale Mediceo – se lo Stato manterrà i patti sottoscritti con Pisa, ancora – un parco verde di eccezionale valore, con il recupero di una funzione pubblica, per manifestazioni, con la valorizzazione della “piscina” del Michelucci, un’opera incompiuta.

Ciò per cui il Comune ha acquistato, con un altro suo investimento, dal Demanio l’intero complesso della Cittadella: per toglierlo al colpevole abbandono e per poterci investire, chiamando altre risorse, oltre i Piuss. Poi la qualificazione dei percorsi turistici, con la pavimentazione di Corso Italia – non più una brutta strada con due stretti marciapiedi, ma un vero Corso! – e della Piazza dei Cavalieri, una delle piazze più belle del mondo, considerati fino ad un anno fa obiettivi tanto desiderabili quanto irraggiungibili.

Con altri progetti di grande valore e con un investimento nuovo per organizzare l’accoglienza dei turisti e la fruizione dei beni culturali, usando anche le tecnologie più innovative, superando i gravissimi deficit, il disordine e la precarietà che squalificano la città. Poi interventi, molto ben inseriti, di carattere sociale. Insomma, non sarà casuale che la Regione Toscana abbia scelto i progetti Piuss di Pisa per rappresentare in “Euromeeting” il migliore esempio di rinnovamento urbano e d’investimento coerente per la valorizzazione dei beni culturali e per un rilancio turistico centrato sulla qualità, sul respiro da città europea. E non è per caso che Pisa chiede alla Regione di continuare col metodo dei Piuss: di mettere in positiva competizione le città, valorizzando i loro progetti, le idee che si fanno azione concreta, cantierabile, come si dice, concentrando e non disperdendo le risorse disponibili.

La nostra città ha un indubbio primato quanto a produzione di progetti e ha una centralità eccezionale in Europa, col suo aeroporto internazionale e con le sue prestigiose istituzioni dell’alta formazione, della ricerca, della medicina: questo deve valere sempre più ed essere un propulsore di crescita che vale ben oltre una sola città. Quello che Pisa può dare è frutto di scelte politiche, che hanno un chiarissimo segno culturale e sociale, di sostenibilità ambientale; di stabilità del governo cittadino, che garantisce il respiro strategico delle scelte; di capacità del Comune, con la sua struttura, fatta di uomini e donne capaci e volenterosi, amanti della nostra città, di dare esempi concreti di come l’interesse pubblico possa essere servito da un’amministrazione pubblica dinamica, fattiva e culturalmente sensibile.

La vicenda dei progetti Piuss pisani dimostra come si possa e si debba aver fiducia nella programmazione d’interventi pubblici, fatti con ingenti risorse pubbliche – per il 60 per cento di ritorno dall’Unione Europea, nel caso dei Piuss – e come si debba considerare insostituibile una politica pubblica di tutela e valorizzazione dei beni culturali, centrale anche per mobilitare risorse e competenze provenienti da privati. Questo si deve dire con forza in una stagione che vede “tagli” dissennati e non riforme, che implicano, certo, razionalizzazioni ma chiedono strategie e investimenti a sostenerle.

Voglio dedicare questo articolo così denso a tutti coloro che in Comune hanno lavorato e lavorano, in ogni modo, ai progetti Piuss.